Narva

Narva

Narva è una città industriale dell’Estonia nord-orientale, nella contea di Ida-Virumaa, che conta 65.886 abitanti. Si trova al confine con la Russia, dalla quale è separata dal fiume Narva, emissario del Lago Peipsi, ed è collocata proprio di fronte alla città russa di Ivangorod, dalla quale fu separata negli anni cinquanta, durante l’occupazione sovietica.

È la terza città del paese in termini di popolazione, composta in maggioranza da russofoni, dopo che finita la guerra, le autorità sovietiche impedirono ai nativi estoni sfollati di poter rientrare nelle loro case. Ciò alterò profondamente la composizione etnica della città. I sovietici durante l’occupazione, imposero l’utilizzo della lingua russa. Dal 1991 la lingua ufficiale è l’estone.

Narva è stata fondata nel 1250, fu poi venduta nel 1347 dal re di Danimarca ai cavalieri teutonici dell’Ordine di Portaspada, divenendo in seguito un importante centro commerciale. Nel 1555 Narva fu conquistata dai russi, allo scoppio della guerra di Livonia (1558-1582). Gli svedesi conquistarono la città nel 1581, ma i russi la assediarono ripetutamente.

Il 30 novembre 1700 falli il tentativo dei russi di impadronirsi della fortezza: essi furono sconfitti dagli svedesi. L’esercito russo, sebbene molto numeroso, era composto da soldati che, dal punto di vista della qualità, non erano assolutamente all’altezza, per esempio, dei soldati francesi o svedesi.

Sintomatica di questa situazione fu appunto la battaglia di Narva, dell’anno 1700, in cui quasi 40.000 russi vennero sbaragliati da 10.000 svedesi che persero meno di 700 soldati contro i 15.000 (tra morti e feriti) russi. La battaglia di Narva segnò l’inizio della Grande guerra del nord (1700 – 1721). Con Pietro il Grande, i russi ne rientrarono in possesso (1704).

Il periodo di maggiore prosperità commerciale di Narva fu il XVII secolo, considerato anche l’età dell’oro per l’architettura civile cittadina. Fino ad allora la città di Narva era costruita prevalentemente in legno, e varie volte fu quasi interamente distrutta da incendi. Dopo un disastroso incendio nel 1659, la città venne nuovamente ricostruita in periodo particolarmente breve (circa 30-40 anni). A seguito di tale episodio, fu autorizzata la costruzione di soli edifici in pietra, secondo regole severe. Esperti e maestranze furono dunque invitate qui dalla Germania, dall’Olanda e dalla Svezia per disegnare le strutture della nuova città. Il desiderio del governo svedese era di trasformare Narva in una perfetta città svedese ed anche in un centro amministrativo della vasta Provincia di Ingermanland. Tutto ciò diede un preciso scopo alla ricostruzione. Durante la metà del secolo, inoltre, esistevano alcuni piani trasformare Narva nella seconda capitale della Svezia, forse utilizzabile come nuova residenza della famiglia Reale.

Tali progetti non vennero mai realizzati. Ad ogni modo, il risultato fu quello di conferire al centro di Narva un insieme architettonico unico. L’architettura della città vecchia combinava le locali tradizioni di costruzione con elementi tipicamente barocchi, utilizzati in molte nazioni del nord Europa, dando origine ad uno stile architettonico conosciuto anche come “Barocco di Narva”. Tetti aguzzi, portoni decorati con pietra scolpita, dettagli architettonici in ferro battuto, chiostri e gallerie davano alla città un’aria di solennità e festività.

Lo sviluppo di Narva come un centro industriale nel XIX secolo fino alla metà del XX secolo non ebbe alcuna ripercussione nel centro storico. Sino alla Seconda guerra mondiale, il centro di Narva non subì praticamente alcun cambiamento, conservando così l’aspetto lontano e fascinoso della seconda parte del XVII secolo.

La città fu riconquistata dalla Russia nel 1704 e fece parte dell’impero russo fino all’indipendenza dell’Estonia nel 1918. Sulla sponda opposta del fiume si trova la fortezza di Ivangorod, fondata dal granduca Ivan III di Moscovia nel 1492, e che fino alla seconda guerra mondiale faceva parte della città di Narva. I sovietici, mutilando il territorio estone incorporato, crearono due città distinte: Narva e Ivangorod. Attualmente Ivangorod rimane ancora territorio russo ed è rivendicata dagli Estoni sulla base del Trattato di Tartu del 1920. Nel 1919 fu capitale dello Stato libero della Comunità dei lavoratori estoni.

La tragedia arrivò fra il marzo ed il luglio del 1944. La città vecchia divise il suo destino al pari di altre città come Varsavia o Dresda. Narva venne distrutta dalle incursioni di aerei e bombardieri dell’Unione Sovietica e dalle esplosioni e dal fuoco delle truppe tedesche in ritirata.La città fu teatro di una delle più sanguinose battaglie della Seconda guerra mondiale, denominata la battaglia delle SS europee.

Gravemente danneggiata dai bombardamenti sovietici, è stata ricostruita quasi per intero al termine del conflitto con caratteri tipicamente sovietici, ed ha quindi ora un carattere moderno. Gli unici edifici pre-bellici superstiti sono la fortezza e il municipio Raekoda, costruito nel 1668-1671 in stile barocco olandese. La torre in legno fu innalzata nel 1727. Nell’interno i locali più interessanti sono il vestibolo, dai soffitti affrescati, e la sala del Consiglio al primo piano. Ad ovest è possibile visitare la Kunstigalerii, con collezione di dipinti di artisti estoni e russi del XIX e XX secolo.

A sud della Raekoja plats, sulla riva occidentale del fiume Narva, sorge il Castello di Hermann, il cui nucleo originale fu costruito dai Danesi nel XIII secolo. A ovest venne poi eretta una torre quadrangolare, chiamata con il solito nomignolo di Ermanno, Il Lungo di Narva, (in estone : Narva Pikk Hermann). Addossati alle mura del castello furono costruiti nel XIV secolo, gli edifici conventuali. La torre principale fu invece innalzata nel XV secolo. Oggi ospita il Linnamuuseum, sulla storia della città, con reperti del castello e antichi documenti. Sulla sponda opposta del fiume, in territorio russo, si ergono le possenti mura merlate, ritmate da torri massicce, della Fortezza di Ivangorod, costruita nel 1492.

Alla periferia meridionale, sulla riva del fiume, è il complesso della fabbrica tessile Kreenholm, fondata nel 1857, ed ancora oggi la più grande industria tessile dell’Estonia (di proprietà svedese), con il monumento allo sciopero del 1872, in bronzo, in memoria delle operaie cadute nella lotta dei loro diritti.

Fonte: Wikipedia

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